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Se non uscite dal cinema massacrati dopo avere visto Il sole dentro, ebbene forse c’è qualcosa che non va.
Il film parla di due storie distanti l’una dall’altra di dieci anni: la prima di Yaguine e Fodè, due adolescenti della Guinea che si nascondono nel vano del carrello di un aereo diretti a Bruxelles per consegnare una lettera; l’altra Thabo e Rocco, vittime del mercato di bambini calciatori, che decidono di fuggire al contrario, dall’Europa verso l’Africa; la prima storia vera la seconda ispirata alla realtà.
Storie di adolescenti in cerca di speranze.
Ebbene, oggi ho visto questo film e ne sono uscita massacrata; quando vedi questo film l’estetica, la fotografia, gli attori, la colonna sonora, nulla ha importanza, ciò che importa è il FILM, o meglio la storia, le immagini, le emozioni, la coscienza, che ti afferrano per il collo e ti dicono: la vita è altro, tu biondina seduta qui al cinema in realtà non sai nulla, hai una cultura, sai leggere, sai scrivere, hai un lavoro, una casa, se ti ammali ti curi, tutte cose che consideri normali, sono un Diritto, ma non sai nulla, non conosci la vita.
In Africa nulla è normale e nulla è un diritto.
I diritti si conquistano percorrendo il Sentiero delle scarpe, per raggiungere quell’Europa, una speranza, che poi forse non c’è.
Non sapevo della storia di Yaquine e Fodè, anno 1999, non sapevo di quella lettera, come non sapevo del calcio mercato di bambini: questo film dovrebbe essere visto da tutti, dai bambini agli adulti, dovrebbe essere visto nelle scuole e discusso.
È un film asciutto, schietto, occorre prendere coscienza e ricordarci che la cultura è di tutti, e che certe condizioni non possono essere accettate.
Certo, ci sentiamo bravi e apposto se facciamo beneficenza una due volte l’anno, ma quanto di più si potrebbe fare? Io per prima faccio poco, sempre presa da mille cose: il lavoro, i bambini, la casa, la quotidiana frenesia.
Questo film mi ha scossa, mi ha fatto piangere, ora tocca a me fare qualcosa.

Casa non è dove sei nato, è dove ti vogliono bene

Rocco

(Traduzione del testo originale)

Alle Loro Eccellenze i signori membri e responsabili dell’Europa.

Abbiamo l’onore e il piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell’Africa.
Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti rispettosi, a tal fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto, siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso; ve ne supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro sentimento verso i vostri popoli , le vostre famiglie e soprattutto per l’amore per i vostri figli che voi amate come la vita…
Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto per l’Africa.
Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti… noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa, perché progredisca. Se vedete che ci sacrifichiamo rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa.
Ciò nonostante noi vogliamo studiare, vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi…
Infine vi supplichiamo di scusarci moltissimo di aver osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto…

Yaguine e Fodè due bambini guineani.

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